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11 novembre 2016

Donald Trump e i suoi marchi

Il nuovo presidente eletto degli USA, Donald Trump, vanta un ampio portafoglio marchi per le sue innumerevoli attività. Tra i marchi registrati e le cause in proprietà industriale che ha intrapreso nel corso degli anni, Trump può essere ritenuto uno dei businessmen più attenti ai suoi asset IP.

I marchi del presidente Trump

Sembra che Donald Trump sarà uno dei presidenti più aggiornati sui temi della proprietà intellettuale in tutta la storia degli USA. La sua storia in questo settore merita un approfondimento, in quanto può essere ritenuta rappresentativa della sua perspicacia in affari riflessa nel suo portafoglio IP. In tutto, i marchi di Trump attualmente validi superano un centinaio (tra quelli a suo nome, quelli riconducibili alle sue attività e a nome di Melania Trump). I settori in cui ha registrato marchi spaziano dal food-and-beverage per arrivare fino ai marchi per i casinò e gli aerei.

Quanto alle strategie di proprietà industriale, Trump ha sempre avuto un invidiabile intuito da businessmen. Ha cercato di proteggere con un marchio qualsiasi cosa gli capitava sotto mano e difendere nelle sedi opportune i diritti conferiti dalla registrazione dei suoi innumerevoli marchi. Un caso in particolare, merita di essere approfondito: la registrazione del marchio MAKE AMERICA GREAT AGAIN.

Il marchio MAKE AMERICA GREAT AGAIN

Nel novembre 2012 Donald Trump ha registrato il marchio presso l’ufficio brevetti statunitense USPTO per il suo futuro slogan politico MAKE AMERICA GREAT AGAIN nelle classi 035 e 036 (per azioni politiche e raccolta dei fondi a fini politici). Sembrerebbe, quindi, che al momento della registrazione già vi fosse l’intenzione politica da parte di Trump, però pare anche strana la scelta delle sole due classi per la registrazione del marchio.

In effetti, nell’agosto 2015, due californiani, Meri Barnes e Bobby Estrell (un DJ noto come Bobby Bones), hanno depositato il marchio MAKE AMERICA GREAT AGAIN per le classi 025 e 018, fatto che avrebbe in pratica impedito a Trump di produrre il merchandising per accompagnare la sua corsa alle presidenziali.

In un secondo momento Bobby Bones ha inviato a @realDonaldTrump un tweet, chiedendo a Trump di fare una donazione di cento mila dollari all’Ospedale dei Bambini di S. Jude, per ottenere in cambio i diritti sul marchio proprio nelle classi 025 e 018. Pare ci siano volute meno di 5 ore al consulente IP di Trump per concludere l’accordo con il DJ.

Certo, il consulente in proprietà industriale avrebbe potuto intraprendere altre strade, ad esempio avrebbe potuto obiettare la sussistenza degli elementi di trademark squatting e richiedere l’annullamento della registrazione di Meri Barnes e Bobby Estrell, ma probabilmente Trump ha ritenuto che la vicenda avrebbe comunque giocato a suo favore, quanto meno in termini di immagine.

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