Cos’è e come sarà strutturato l’ITALIAN PATENT BOX

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Come sarà strutturato l’Italian Patent Box

Il disegno di legge per la Legge di Stabilità 2015, di fatto la Legge Finanziaria 2015, presentato al parlamento italiano nell’ottobre 2014 comprende nelle clausole dalla 7.3 alla 7.11 delle disposizioni che introducono un regime di Patent Box basato sul “Nexus Approach” recentemente annunciato dall’OCSE.

Il regime concede un’agevolazione ai fini dell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale per quanto concerne gli introiti derivanti da beni intangibili, come i brevetti o altri titoli di proprietà intellettuali, considerati funzionalmente equivalenti.

Nei primi due anni (2015 e 2016) l’agevolazione è pari al 30% e al 40% dei ricavi; successivamente è il 50%. Dunque, dal 2017, se tutta la spesa riferibile al risultante bene immateriale soddisfa il nexus approach, l’aliquota fiscale effettiva per il rispettivo ricavo si ridurrà al 15,7% invece del normale 31,4%.

Per poter rientrare nel regime di Patent Box i contribuenti devono effettuare attività di R&S, direttamente o in cooperazione con le università. Nella maggior parte dei casi, il disegno di legge stabilisce che per poter accedere al regime, i contribuenti debbano sottostare a un accordo sui prezzi (Advanced Price Agreement, APA) con l’Agenzia delle Entrate italiana.

Patent Box in dettaglio

La Legge Finanziaria 2015 introdurrà in Italia un regime di “Patent Box” basato sul “nexus approach” dell’OCSE, come stabilito nel capitolo 4 di “Countering Harmful Tax Practices More Effectively, Taking into Account Transparency and Substance Action 5: 2014 Deliverable”. Il Patent Box è un regime fiscale facoltativo disponibile sia per i contribuenti italiani sia per gli stranieri. Un contribuente straniero può accedere al regime solo se ha un reddito di impresa imputabile a un’organizzazione stabile in Italia e se è residente in uno stato avente un accordo di doppia imposizione fiscale con l’Italia e impegnato in un efficace scambio di informazioni.

La scelta del regime Patent Box dura cinque anni fiscali, non può essere revocato una volta effettuata e può essere usato congiuntamente ad altri regimi fiscali speciali italiani. Il regime consente al contribuente di escludere dalla base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito della società (IRES) e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) una percentuale del reddito derivante dalla proprietà intellettuale in questione.

La percentuale di reddito da escludere è pari al 50%, sebbene negli anni fiscali 2015 e 2016 l’agevolazione sia limitata rispettivamente al 30% e al 40%. Beni per i quali è disponibile l’agevolazione I beni che danno origine all’agevolazione Patent Box sono i brevetti e altri titoli di proprietà intellettuali funzionalmente equivalenti ai brevetti.

Sono idonei il know-how, i processi e le formule che possono essere potenzialmente protetti legalmente, così come i marchi intangibili se si considerano funzionalmente equivalenti ai brevetti. E’ plausibile che questa analogia funzionale sia riconosciuta nel caso in cui il mantenimento e lo sviluppo del brand o dei marchi registrati richiedano una spesa continua in R&S. I brand o marchi registrati puramente commerciali sono specificamente esclusi.

Tipi di reddito per cui è disponibile l’agevolazione

Il reddito coperto dall’agevolazione comprende:

• royalties di terzi o intersocietarie ricevute in relazione alla proprietà intellettuale in questione;

• un idoneo componente di profitto derivante da attività commerciali in cui il contribuente italiano (o un PE qualificato di soggetti esteri) usi la proprietà intellettuale per produrre da sé beni e servizi per la vendita;

• plusvalenze derivanti dalla cessione della titolarità della proprietà intellettuale in questione, che sono esenti al 100% purché il 90% dei proventi sia reinvestito in attività analoghe.

Obbligo di aderire a un APA Nella maggior parte dei casi per accedere al regime è necessario un APA, per esempio in caso di:

• royalties interne al gruppo

• una cessione di titolarità interna al gruppo; e

• la vendita di beni o servizi indipendentemente dalla natura della controparte, per determinare il relativo importo di reddito imponibile di pertinenza della proprietà intellettuale.

I proventi derivanti da royalties di terzi o le plusvalenze dovute a una cessione di titolarità a terzi non richiedono un APA. “Nexus Approach” e spesa ammissibile Il reddito che può beneficiare dell’agevolazione deve essere determinato in ciascun caso applicando il rapporto tra le spese ammissibili e la spesa totale sostenuta per sviluppare le attività. Il relativo commento che accompagna il disegno di legge delinea un chiaro collegamento tra la definizione di spesa ammissibile e il report dell’OCSE “Countering Harmful Tax Practices More Effectively, Taking into Account Transparency and Substance Action 5: 2014 Deliverable” e indica che il punto focale per la spesa ammissibile richiederà “l’attività sostanziale” da parte del contribuente.

 

Approvazione finale e ulteriori informazioni

Quando il disegno di legge diventerà legge e l’Agenzia delle Entrate italiana pubblicherà gli ulteriori regolamenti amministrativi necessari, saranno disponibili ulteriori informazioni. Nel commento al disegno di legge sono state specificamente indicate aree che devono essere coperte da ulteriori indicazioni, quali la definizione di “attività sostanziale” e i tipi di marchi registrati che dovrebbero essere esclusi dal regime Patent Box.

 

Conclusioni

I provvedimenti riflettono l’interesse del Governo italiano nel rendere il contesto fiscale più favorevole agli sviluppi tecnologici e alla proprietà locale di beni immateriali così come l’impatto che l’iniziativa BEPS dell’OCSE sta già avendo sulla formulazione delle regole dei singoli paesi. Il regime dovrebbe essere completamente operativo entro il 2017 con deroghe più restrittive nel 2015 e 2016. Il fatto che nella maggioranza dei casi sia necessario un APA induce a pensare che servirà una pianificazione futura.

 

Aggiornamenti

Il 30 Luglio 2015 sono stati pubblicati il decreto attuativo, che detta le regole per l’applicazione del regime agevolato, e la relativa relazione illustrativa.

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